Una delle più rilevanti novità introdotte dalla Legge Regionale n. 15 del 30.07.2013 “Semplificazione della disciplina edilizia” è il superamento del sistema basato sui cosiddetti “requisiti tecnici cogenti e facoltativi” delle opere edilizie.

La L.R. n. 15/2013 infatti, all’articolo 59, provvede ad abrogare le seguenti disposizioni regionali:

  1. deliberazione della Giunta Regionale 28 febbraio 1995, n. 593 (Approvazione dello schema di Regolamento edilizio tipo (Art. 2 legge regionale 26 aprile 1990, n. 33 e successive modificazioni ed integrazioni);
  2. deliberazione della Giunta Regionale 22 febbraio 2000, n. 268 (Schema di Regolamento edilizio tipo -aggiornamento dei requisiti cogenti (Allegato A) e della parte quinta, ai sensi comma 2, art. 2, L.R. n. 33/90);
  3. deliberazione della Giunta regionale 16 gennaio 2001, n. 21 (Requisiti volontari per le opere edilizie. Modifica e integrazione dei requisiti raccomandati di cui all'allegato b) al vigente Regolamento edilizio tipo (delibera G.R. n. 593/95).

In tal modo muta l’intero sistema regionale di verifica e rispetto dei requisiti tecnici, costruito su successivi aggiornamenti di requisiti cogenti e raccomandati  e si deve fare riferimento all’articolo 11, comma 1, della L.R. n. 15/2013 che prevede la  “conformità dell'intervento alla normativa tecnica vigente, tra cui i requisiti antisismici, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitari, di efficienza energetica, di superamento e non creazione delle barriere architettoniche, sensoriali e psicologico-cognitive”.

Pertanto, pur fermo il principio incardinato all’articolo 9 della suddetta Legge, che prevede che i titoli abilitativi siano conformi alla disciplina dell'attività edilizia e alle discipline di settore, appare pertanto chiara la volontà del legislatore regionale di sostituire i “requisiti cogenti e volontari” con asseverazioni di conformità all’insieme complessivo delle norme tecniche vigenti.

Ulteriore novità introdotta dall’art. 50 della Legge è il superamento della duplicazione di normative vigenti, infatti il comma 1 stabilisce tale principio di non ridondanza di norme sovraordinate negli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica al fine di ridurne la complessità e l’eccessiva diversificazione delle disposizioni operanti in campo urbanistico ed edilizio.

A tale scopo, all’interno della DGR 994 del 7 luglio 2014 “Atto di coordinamento tecnico regionale per la semplificazione degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, attraverso l'applicazione del principio di non duplicazione della normativa sovraordinata (art. 16 e 18-bis, comma 4, LR 20/2000). Modifiche dell'atto di coordinamento sulle definizioni tecniche uniformi per l'urbanistica e l'edilizia (DAL 279/2010)” il legislatore regionale ha ulteriormente stabilito che la competenza della ricognizione e dell’aggiornamento delle disposizioni incidenti sugli usi e le trasformazioni del territorio e sull’attività edilizia è in capo alla struttura regionale competente al monitoraggio della disciplina sul governo del territorio e al supporto tecnico giuridico agli enti locali in materia.

È evidente quindi che, nel nuovo quadro normativo regionale che si è delineato, le Schede Tecniche di Dettaglio, introdotte come complemento del Rue 2009 del Comune di Bologna, per riportare prescrizioni e requisiti tecnici delle opere edilizie, cogenti e volontari, non costituiscono più, un ulteriore livello normativo, eventualmente diversificato, dalla norma sovraordinata ma vivono esclusivamente ove necessario per la specificazione di normativa comunale in carenza della prima.

Pertanto le schede obiettivo, di cui all’articolo 56 del Rue, sono mantenute quale orientamento per una corretta progettazione degli interventi e richiamano di volta in volta o la normativa sovraordinata o le presenti Schede tecniche di dettaglio che ne definiscono i contenuti con riferimento alle esigenze che devono essere soddisfatte, in particolare per gli interventi sull’esistente e ai metodi di verifica dei progetti e delle opere eseguite.

Per quanto non trova indicazione nelle Schede tecniche di dettaglio, la stessa DGR 994/2014 stabilisce che “il testo degli atti normativi di riferimento deve essere reso disponibile”, sempre a cura della struttura regionale come sopra descritta, “sul sito web della Regione, nei formati che consentano a tutti i cittadini di poterli consultare e trarne copia”.

Vengono mantenute quindi, alla luce delle premesse, le Schede necessarie a specificare la disciplina comunale con particolare riferimento ai livelli prestazionali migliorativi e di eccellenza finalizzati a garantire una migliore sostenibilità degli interventi edilizi quale politica prioritaria dell’Amministrazione che viene incentivata anche tramite ampliamenti volumetrici.

Viene introdotta inoltre una specifica disciplina, comunque coerente con quanto previsto dal legislatore in materia, relativa ai manufatti pertinenziali che devono contribuire alla adeguata dotazione di spazi per attività secondarie a servizio di quelle principali, integrando la Scheda dE.8.2 Organizzazione distributiva degli spazi e delle attrezzature con le caratteristiche e le indicazioni tipologiche e dimensionali degli stessi.

Le Schede tecniche di dettaglio così come formulate, che sono frutto anche di un confronto con Arpa, Ausl e di Ordini e Collegi professionali, costituiscono il riferimento per il progettista per la disciplina comunale integrativa di quella nazionale e regionale; esse peraltro trovano applicazione fino a diversa e specifica previsione normativa.

La numerazione delle Schede così come elencate, viene mantenuta in coerenza con la relativa scheda Obiettivo prestazionale contenuta nel Rue:

  • CONTROLLO DELL’ILLUMINAMENTO NATURALE dE 4.7
  • VENTILAZIONE dE 4.9
  • CONTROLLO DELL’INQUINAMENTO ACUSTICO dE 6.1
  • CONTENIMENTO DEI CONSUMI ENERGETICI INVERNALI dE 7.1
  • ASSENZA/SUPERAMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE dE 8.1
  • ORGANIZZAZIONE DISTRIBUTIVA DEGLI SPAZI E ATTREZZATURE dE 8.2
  • CURA DEL VERDE, PERMEABILITÀ E MICROCLIMA URBANO dE 8.4
  • RISPARMIO E RIUSO DELLE ACQUE dE 9.1
  • PREDISPOSIZIONE DI SPAZI IDONEI PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI dE 10.1
  • RIUTILIZZO DEI MATERIALI INERTI DA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE dE 10.2