Opere strutturali in sanatoria

QUESITO

In relazione ad un intervento realizzato, nel Comune di Bologna, su una struttura muraria portante (aperture/porte eseguite nelle murature) in assenza di titolo edilizio e di progetto delle strutture, quali sono le procedure amministrative da seguire??

RISPOSTA

La procedura corretta è quella riportata all’articolo 22 della LR 19/2008, è opportuno inoltre fare presente il parere del CTS n°68 che dettaglia le procedure citate.

 

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Qual’è il portale di riferimento per l’invio telematico dei progetti strutturali?

Dal 14 ottobre 2014 TUTTE le pratiche dovranno essere inviate in modalità telematica per mezzo di Scrivania del Professionista, raggiungibile al seguente indirizzo URL:

Scrivania del Professionista

 

Per ogni ulteriore evenienza si prega di contattare lo Sportello Unico per l’Edilizia, previa verifica di quanto già riportato nei seguenti link:

Pratiche edilizie digitali e Scrivania del professionista

Progetti strutturali e pratiche digitali

 

 

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Come contatto l’U.I. Autorizzazioni Sismiche?

Il sito WEB del settore contiene tutte le informazioni necessarie per contattare i funzionari. Dal seguente pulsante è possibile accedere alle pagine con le informazioni più richieste durante i colloqui:

Nel caso fosse necessario un appuntamento è necessario seguire le procedure indicate nella scheda 10.

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Collaudo e intervento locale

Quesito

Devo presentare il progetto strutturale relativo a un intervento locale in un’unità immobiliare all’interno di un grande condominio, è necessaria la nomina del collaudatore prima dell’inizio dei lavori? Il Decreto ministeriale del 14/01/2008 lo richiede solo per interventi globali.

Risposta
La Legge 1086/1971, come confermato anche dal DPR 380/2001, disciplina le opere realizzate con conglomerato cementizio armato, precompresso e a struttura metallica richiedendo per tali opere una serie di adempimenti obbligatori come la presentazione della relazione a strutture ultimate ed il collaudo. Tale legge, tuttora in vigore, implica che le opere ricadenti nell’ambito di applicazione della legge stessa siano collaudate:  indicazioni utili per stabilire il confine della norma si trovano nella circolare 11951 del 14 febbraio 1974 emanata dal ministero del lavori pubblici.

Si tenga presente che anche per interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità, per i quali non è necessario il deposito del progetto delle strutture in zona sismica, il collaudo è obbligatorio per opere da realizzarsi con conglomerato cementizio armato, precompresso o in struttura metallica, come precisato dal legislatore Regionale nella stessa delibera 687/2011.

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Interventi privi di rilevanza ai fini sismici

Quesito

Nell’ambito di una ristrutturazione sono necessarie opere di consolidamento strutturale che però non ricadono all’interno della delibera 687/2011. Se Vi dimostro che hanno una influenza nulla per il comportamento sismico del fabbricato posso classificarle come prive di rilevanza per la pubblica incolumità?

Risposta
Premesso che gli elenchi  hanno carattere tassativo,  nell’allegato 1 alla DGR 687/2011 è presente sia nell’elenco A che nell’elenco B una voce “Altri interventi di cui sia dimostrata l’assimilabilità ed analogia, per tipologia costruttiva e materiali, a quelli descritti nelle precedenti voci purchè siano rispettati i limiti dimensionali e di peso indicati nelle voci prese a riferimento”. Pertanto solo gli interventi che presentano tali caratteristiche sono riconducibili agli interventi privi di rilevanza e sono esentati dall’applicazione delle disposizioni di cui al titolo IV della LR 19/08.

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Autorizzazione Sismica o deposito del progetto delle strutture?

Quesito

Devo consegnare presso i Vostri uffici la pratica sismica relativa ad un intervento locale in un condominio. Vi scrivo per chiederVi se per tali interventi è necessaria autorizzazione sismica o se è sufficiente il deposito.

Risposta
I casi in cui è necessario l’autorizzazione sismica sono normati dalla LR 19/2008 all’articolo 11; per un’idea non esaustiva delle destinazioni d’uso per le quali è sempre richiesta la preventiva autorizzazione potrà farsi riferimento anche alla DGR 1661/2009.

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Deposito del progetto delle strutture in zona sismica

Quesito

Ho ricevuto un incarico da un cittadino: devo realizzare un intervento in un casolare, per il rifacimento di porzioni del coperto con travi della stessa misura delle esistenti. L’intervento non riguarda la sismica perché le nuove travi del tetto devono sostenere il solo peso della neve, dei tavolati e delle guaine. Che pratica devo presentare?

Risposta
Il progetto delle strutture deve essere presentato allo Sportello Unico per l’Edilizia, poiché si interviene su parti strutturali dell’immobile.

Che l’azione dimensionante sia quella sismica o meno non ha alcuna rilevanza ai fini dell’obbligatorietà del deposito del progetto delle strutture.

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Opere Strutturali Abusive

Quesito

Se devo presentare una pratica per la nuova costruzione di un manufatto, già realizzato, che non rientra fra quelli privi di rilevanza sismica, che procedura devo seguire? Sono previste sanzioni?

Risposta
L’articolo 93 del DPR 380/2001 prevede il deposito del progetto delle strutture prima dell’inizio dei lavori, nelle zone classificate sismiche. La mancata ottemperanza a tale obbligo prevede sanzioni penali comminate dalla Autorità Giudiziaria.
Nel caso di violazione della norma la pratica da presentare è l’istanza di autorizzazione sismica (LR 19 art. 11 comma 2 lett. b): tale autorizzazione viene rilasciata dall’U.I. Autorizzazioni Sismiche.

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Dichiarazione di rispondenza/conformità

Quesito

Per un intervento locale, non soggetto alla vecchia 1086/71, cosa occorre produrre quando i lavori  sono stati ultimati ? Solo la comunicazione di fine lavori e la dichiarazione di conformità ? Quindi non la relazione a struttura ultimata ?

Risposta
Nei casi di interventi locali non soggetti alla Legge 1086/71 e non soggetti a collaudo, è necessario, come precisato dall’art. 19 della LR 19/2008, depositare la comunicazione di fine lavori e la dichiarazione di rispondenza delle opere alle norme tecniche, con la modulistica unificata predisposta dalla Regione con DGR 1878/2011.

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Beni tutelati e autorizzazione sismica

Quesito

In merito alla comunicazione del Comitato Tecnico Scientifico (art. 4, L.R. n. 19/2008 e D.G.R. n. 1430/2009) sull’esito della Riunione del 17 febbraio 2012 Seduta n. 12, sono con la seguente a chiedere conferma che l’atto autorizzativo in materia sismica da presentare per un intervento di miglioramento sismico da attuarsi in una chiesa di Bologna è il deposito sismico e non l’istanza di autorizzazione sismica.

Risposta
Il parere, che segue una specifica richiesta del nostro Ufficio, precisa che il vincolo di tutela di cui agli artt. 10 e 12 del Dlgs 42/2004 non è condizione sufficiente per la obbligatorietà dell’autorizzazione sismica.

Il progettista dovrà valutare l’esistenza o meno di altre condizioni che possano far subordinare l’intervento o l’immobile alla preventiva autorizzazione sismica.

Il progettista potrà consultare la LR 19/2008 e l’Allegato B alla DGR 1661/2009, ove tra gli immobili considerati rilevanti compaiono i luoghi di culto.

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Interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici (IPRPI)

Si evidenzia che la DGR 121/2010 è stata superata dalla DGR 687/2011 in vigore dall’8 giugno 2011.

La nuova disciplina prevede 3 livelli di intervento:

  • il livello L.0 non richiede alcuna documentazione integrativa predisposta da un tecnico abilitato.
  • per il livello L.1 sono stati rivisti i limiti dimensionali ed i requisiti delle diverse ipotesi elencate e viene notevolmente ridotta la documentazione che deve essere predisposta per dimostrare la ricorrenza di detti interventi.
  • sono state individuate nuove ipotesi di interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità, denominato livello L.2, per la cui realizzazione si richiede una asseverazione da parte del progettista abilitato, con una significativa semplificazione degli elaborati grafici richiesti.
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Quanto devo pagare per una pratica “sismica”?

Per una “pratica sismica” è previsto il consueto pagamento dei diritti di segreteria e, in aggiunta, un rimborso forfettario per le spese istruttorie.

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Rapporto fra procedimento edilizio e pratiche strutturali

La ratio della LR 19/2008 prevede la piena coerenza tra il progetto architettonico e quello strutturale, al fine di assicurare che, nella redazione degli elaborati allegati al titolo abilitativo edilizio, i progettisti (in particolare il progettista architettonico) abbiano tenuto debitamente conto gli aspetti strutturali e le esigenze di riduzione del rischio sismico.

L’art. 10, co. 3 della LR 19/2008 prevede, per la generalità dei casi, il deposito del progetto strutturale contestuale alla presentazione del titolo edilizio (per l’istanza di autorizzazione sismica è possibile presentare contestualmente tale domanda insieme al titolo abilitativo).

Interazioni di SCIA e PDC quando il deposito delle strutture o l’autorizzazione sismica non è contestuale:
Quando la pratica “sismica”, sia essa di deposito o di autorizzazione, non è contestuale alla presentazione del titolo edilizio, la SCIA o il PDC devono contenere la seguente documentazione, attinente alla riduzione del rischio sismico:

  • modulo A1/D1 debitamente compilato;
  • relazione tecnica firmata dal progettista;
  • elaborati grafici;

I contenuti di questi ultimi due documenti sono esplicitati all’allegato A della DGR 1373/2011, così come specificato nella LR 19/2008 all’articolo 10, comma 3, lettera b.

Si tratta di documentazione preliminare relativa al progetto strutturale e pertanto i progettisti compileranno il modulo A.1/D.1 al solo punto B.2, da allegare al titolo edilizio.

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