Interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti in ambito consolidato

Quesito

Il RUE intende incentivare gli interventi di demolizione e ricostruzione per l’ ammodernamento del patrimonio edilizio esistente, attraverso una norma generale  (art. 56) che sembrerebbe applicabile a tutti gli edifici esistenti, in  qualunque ambito ricadano (con la sola esclusione degli edifici di interesse  storico-architettonico, degli ambiti storici, degli ambiti di valore naturale e  ambientale e delle zone di particolare interesse paesaggistico-ambientale). Con  tale norma si consentono interventi diretti di demolizione e  ricostruzione  con ampliamento una tantum del 10% o 20% del Volume esistente, a  condizione che il nuovo edificio raggiunga determinati requisiti prestazionali  migliorativi o di eccellenza.

Altre possibilità di ampliamento del volume (del 10%) sono consentite con l’ art. 32 per edifici che ospitano particolari attività; in questo caso l’ articolo specifica che tali incrementi sono cumulabili con quelli dell’art. 56.  Peraltro negli ambiti urbani consolidati misti (art. 61) gli interventi di  demolizione e ricostruzione di interi edifici sono ammessi a due condizioni: “a  parità di volume (Vt = Vte), e senza che il volume totale realizzato superi i  7.000 mc”. A seguire viene specificato che questa norma fa salve le possibilità  di incremento del volume di cui all’art. 32, ma dice nulla riguardo all’art. 56.

Se l’incentivo di cui all’art. 56 non è applicabile negli ambiti  urbani consolidati misti, perché qui non si può superare il volume  preesistente, l’effetto incentivante dell’art. 56 per l’ammodernamento del  patrimonio edilizio risulterebbe largamente svuotato di efficacia proprio nelle  zone dove si concentra il patrimonio edilizio di vecchia data di cui sarebbe  più opportuna la sostituzione. Oppure la norma dell’art. 56 in quanto norma  generale prevale sulla norma dell’ambito specifico e quindi consente di  superare il volume preesistente (e quindi la soglia del 7000 mc) ?

Risposta

La norma dell’articolo 56 prevale e pertanto l’ampliamento non viene conteggiato nel limite dei 7000 mc.

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