Interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici (IPRPI)

Si evidenzia che la DGR 121/2010 è stata superata dalla DGR 687/2011 in vigore dall’8 giugno 2011.

La nuova disciplina prevede 3 livelli di intervento:

  • il livello L.0 non richiede alcuna documentazione integrativa predisposta da un tecnico abilitato.
  • per il livello L.1 sono stati rivisti i limiti dimensionali ed i requisiti delle diverse ipotesi elencate e viene notevolmente ridotta la documentazione che deve essere predisposta per dimostrare la ricorrenza di detti interventi.
  • sono state individuate nuove ipotesi di interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità, denominato livello L.2, per la cui realizzazione si richiede una asseverazione da parte del progettista abilitato, con una significativa semplificazione degli elaborati grafici richiesti.
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Quanto devo pagare per una pratica “sismica”?

Per una “pratica sismica” è previsto il consueto pagamento dei diritti di segreteria e, in aggiunta, un rimborso forfettario per le spese istruttorie.

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Rapporto fra procedimento edilizio e pratiche strutturali

La ratio della LR 19/2008 prevede la piena coerenza tra il progetto architettonico e quello strutturale, al fine di assicurare che, nella redazione degli elaborati allegati al titolo abilitativo edilizio, i progettisti (in particolare il progettista architettonico) abbiano tenuto debitamente conto gli aspetti strutturali e le esigenze di riduzione del rischio sismico.

L’art. 10, co. 3 della LR 19/2008 prevede, per la generalità dei casi, il deposito del progetto strutturale contestuale alla presentazione del titolo edilizio (per l’istanza di autorizzazione sismica è possibile presentare contestualmente tale domanda insieme al titolo abilitativo).

Interazioni di SCIA e PDC quando il deposito delle strutture o l’autorizzazione sismica non è contestuale:
Quando la pratica “sismica”, sia essa di deposito o di autorizzazione, non è contestuale alla presentazione del titolo edilizio, la SCIA o il PDC devono contenere la seguente documentazione, attinente alla riduzione del rischio sismico:

  • modulo A1/D1 debitamente compilato;
  • relazione tecnica firmata dal progettista;
  • elaborati grafici;

I contenuti di questi ultimi due documenti sono esplicitati all’allegato A della DGR 1373/2011, così come specificato nella LR 19/2008 all’articolo 10, comma 3, lettera b.

Si tratta di documentazione preliminare relativa al progetto strutturale e pertanto i progettisti compileranno il modulo A.1/D.1 al solo punto B.2, da allegare al titolo edilizio.

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Quali moduli devo consegnare per una pratica “sismica”?

La modulistica unificata è stata predisposta dalla Regione Emilia-Romagna tramite la DGR 1878/2011.

Tutte le informazioni sono disponibili nella collegata scheda informativa: [VAI]

 

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Comunicazione di inizio lavori strutturali

Si rammenta che, ai sensi dell’art. 10, co. 1 della LR 19/2008:  “I lavori previsti dal titolo abilitativo NON possono essere iniziati fino a quando non sia stata rilasciata l’autorizzazione sismica o effettuato il deposito del progetto esecutivo riguardante le strutture nei casi previsti rispettivamente dagli articoli 11 e 13.”

La citata normativa vigente in materia sismica pertanto non prevede alcun adempimento specifico in questo senso.

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Sismica: opere non strutturali (ONS)

Alla presentazione del titolo edilizio, sia esso SCIA o PdC, deve essere sempre allegato il modulo A1/D1.

Si evidenzia che, laddove il progettista selezioni la casella relativa alle opere non strutturali (ONS), l’asseverazione può essere firmata dal solo progettista architettonico e non deve essere allegata alcuna ulteriore documentazione relativa agli aspetti strutturali, essendo sufficiente una descrizione sintetica delle opere.

Si rammenta che anche gli “interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità a fini sismici” (cosiddetti IPRPI), sono interventi strutturali e pertanto nei casi elencati dalla DGR 687/2011 occorre la documentazione obbligatoria prevista al punto 3 dell’allegato 1 alla DGR e pertanto non debbono essere identificati come opere non strutturali (ONS).

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